#Pro 10

Il mondo ha perso un visionario. E non ci potrebbe essere maggior tributo al successo di Steve che il fatto che gran parte del mondo abbia appreso la sua notizia tramite un dispositivo che lui ha inventato. Michelle e io rivolgiamo i nostri pensieri e le nostre preghiere alla moglie di Steve Laurene, alla sua famiglia e a tutto quelli che l’hanno amato. Sono veramente addolorato nell’apprendere della morte di Steve Jobs.

Barack Obama


Dai primi giorni di vita di Google, ogni qual volta Larry (Page, co-fondatore di Google) e io fossimo alla ricerca di ispirazione per la nostra visione e leadership, ci è bastato guardare non più lontano di Cupertino. Steve, la tua passione per la perfezione è sentita da ogni persona che abbia mai toccato un prodotto Apple (incluso questo MacBook da cui sto scrivendo proprio ora). E ne sono stato testimone durante le poche volte in cui ci siamo incontrati. Da parte di tutto il team di Google e più in generale dal mondo della tecnologia, ci mancherai tanto. Le mie condoglianze alla famiglia, agli amici e ai colleghi di Apple.

Sergey Brin, fondatore di Google


Melinda (la moglie) e io rivolgiamo le nostre più sentite condoglianze alla sua famiglia e ai suoi cari, e a chiunque l’abbia conosciuto lavorando a suo fianco. Ho incontrato Steve circa 30 anni fa, siamo stati colleghi, avversati ed amici per oltre la metà della nostra vita. Il mondo ha visto poche volte persone che abbiano avuto il profondo impatto che Steve ha avuto, il cui effetto sarà percepito da tante generazioni in futuro. Per quelli che come me hanno avuto la fortuna di lavorare con lui, è stato un onore incredibilmente grande. Mi mancherà immensamente.

Bill Gates

#Contro 10

Per buona parte degli ultimi dieci anni la Apple non ha venduto solo prodotti; ha venduto una terapia basata sulla tecnologia. E l’America, un paese che ama curare le proprie ferite con lo shopping, non poteva resistere alla tentazione.

E.M.

#Contro 9

Se le persone desideravano ardentemente una tecnologia che fosse piccola e bella -per prendere in prestito la celebre formula di Ernst Friedrich Schumacher- Jobs gliel’avrebbe data. La Apple ha permesso a chi si era perso tutti i momenti cruciali della sua epoca di partecipare a una battaglia che lo potesse davvero coinvolgere: la battaglia per il progresso, per l’umanità, per l’innovazione.

Si trattava però di una battaglia che andava vinta all’interno dei negozi.

Come il direttore del marketing Apple disse all’Esquire all’inizio degli anni ottanta: “Tutti noi ci sentiamo come se avessimo mancato il movimento dei diritti civili e la guerra del Vietnam. Al loro posto abbiamo avuto il Macintosh”.

E.M.

#Pro 7

Non coltiviamo il cibo che mangiamo. Indossiamo abiti fatti da altre persone. Parliamo lingue sviluppate da altri. Usiamo sistemi matematici che altre persone hanno ideato…Intendo dire che prendiamo costantemente cose dagli altri. Creare qualcosa è un sentimento meraviglioso ed estatico che ci riporta alla fonte dell’esperienza e della conoscenza umana.

Steve Jobs

#Contro 7

L’essenza dell’iPad è qualcosa che Jobs e Ive hanno sognato o esiste in qualche empireo al quale soltanto loro, attraverso un costante esercizio o per intuizione visionaria, hanno accesso?

E.M.

#Pro?

Quella mela è un’entità molto più simile al frutto della conoscenza del primo libro della Genesi che a qualsiasi altra mela comparsa nella storia della mitologia occidentale, ma ciò che più sorprende del significato metaforico legato a quel frutto è il modo in cui l’inventore della Apple ha completamente capovolto il senso di quel simbolo: perché, con Jobs, la Mela, da frutto del peccato che ‘non devi mangiare poiché se tu ne mangerai di certo morrai’, è diventata il simbolo della conoscenza a cui è quasi doveroso non rinunciare, il simbolo di un nuovo, e rivoluzionario, ‘prendete e mangiatene tutti, questo è il mio corpo offerto in sacrificio per voi’.

Massimo Canevacci, ex docente di Antropologia culturale alla Sapienza di Roma

#Contro 6

Non è che Apple abbia cambiato in meglio la vostra vita da un punto di vista tecnologico: c’era già tutto. Telefoni con tastiera, più agevoli da usare di quell’attrezzo di vetro che prendete a ditate mandando sms pieni di refusi. Computer: egregiamente in grado di assolvere alle funzioni per le quali un bel giorno avete comprato l’Air, ma colpevoli d’essere meno leggeri, meno luccicanti, meno wow. E c’erano e ci sono postini per consegnarvi copia cartacea del giornale che state sfogliando: ma vuoi mettere quanto ci si sente fighi a guardarlo sull’iPad? Apple vi ha cambiato la vita da un punto di vista ben più profondo: quello dell’apparenza. (…) Non si compra un prodotto: si compra una suggestione, un’appartenenza sociale, un barlume di splendore riflesso. Fighismo percepito, che si tratti di essere governati da un tizio elegante o di avere un monitor più chic di quello del proprio vicino di posto. Steve Jobs era l’Alexander McQueen degli eterosessuali maschi: non importa se non vi vendeva vestiti ma aggeggi con le lucette; importa solo che sia riuscito a farvi ammettere che sì, la bellezza è tutto.

Guia Soncini – L’Unità, 7 ottobre 2011