#Pro?

Quella mela è un’entità molto più simile al frutto della conoscenza del primo libro della Genesi che a qualsiasi altra mela comparsa nella storia della mitologia occidentale, ma ciò che più sorprende del significato metaforico legato a quel frutto è il modo in cui l’inventore della Apple ha completamente capovolto il senso di quel simbolo: perché, con Jobs, la Mela, da frutto del peccato che ‘non devi mangiare poiché se tu ne mangerai di certo morrai’, è diventata il simbolo della conoscenza a cui è quasi doveroso non rinunciare, il simbolo di un nuovo, e rivoluzionario, ‘prendete e mangiatene tutti, questo è il mio corpo offerto in sacrificio per voi’.

Massimo Canevacci, ex docente di Antropologia culturale alla Sapienza di Roma

#Pro?

Si dice che è sempre nei momenti in cui si percepisce la possibile assenza di una figura cara che si riesce a comprendere fino in fondo l’importanza di quella persona, il senso della sua presenza e in un certo modo il significato più profondo della sua stessa esistenza. E in effetti, in questi giorni, nei confronti di Jobs, gli amanti della Apple, e non solo loro a dire la verità, stanno vivendo esattamente la stessa strana sensazione vissuta da chiunque si ritrovi all’improvviso a dover fare i conti con la possibile scomparsa di una persona importante, e l’idea che la persona che potrebbe scomparire da un momento all’altro sia una di quelle che negli ultimi anni ha forse più cambiato la nostra vita, e in parte la nostra cultura, non può che farci interrogare sulle ragioni che hanno permesso a quello che fino a poco tempo fa era soltanto l’inventore di un computer molto cool, molto trendy e molto fighetto, di diventare il vero volto simbolo del Ventunesimo secolo: la vera icona del nostro millennio. La metafora del rapporto tra mondo religioso e mondo della Apple è stata perfettamente sintetizzata con la famosissima copertina scelta tre anni fa dall’Economist per celebrare l’arrivo sul mercato di uno dei prodotti che hanno certamente fatto la storia recente della Apple, l’iPad. In quell’occasione, il settimanale inglese scelse di rappresentare il senso dell’ultima rivoluzione della Mela pubblicando nella sua cover una storica immagine in cui Steve veniva raffigurato con un’angelica aureola attorno al capo spelacchiato, una lunga tunica di seta blu poggiata sulla solita e anonima magliettina nera e due scintillanti tavolette della legge, a forma di iPad, delicatamente poggiate sui palmi aperti delle mani di Steve-Mosè-Jobs. E il titolo di quella copertina diceva già molto sulla rappresentazione più o meno divina dell’inventore della Mela: “Ecco a voi le nuove tavole della legge”. I segnali che testimoniano la progressiva e scientifica trasformazione del marchio Apple in un simbolo trasparente di una nuova, irresistibile e trascinante fede planetaria si trovano in realtà sparpagliati un po’ ovunque nella grande rete della Apple.

Claudio Cerasa - Il Foglio, 26 agosto 2011